Informazioni turistiche

Alberghi

Hotel Miramonti – Tel 0342 640144 – www.miramontivalmasino.com

Hotel Sasso Remenno – Tel 0342 640236 – www.hotelsassoremenno.it

Centro Polifunzionale della Montagna – Tel 0342 640004 – www.centrodellamontagna.it

Hotel Genzianella – Tel 0342 641002

Hotel Le Cime – Tel 0342 641051

Hotel Badile – Tel 0342 641140

Campeggio Sasso Remenno – Bar /ristorante – via Sasso Remenno, 2 – 23010 Valmasino (SO) – Tel/Fax 0342 640059 – info@campingsassoremenno.com

Alimentari Rossi & Figli – La bisciola della Valmasino – Tel 0342 640060

Trasporto Bus -Alpe Viaggi – Tel 338 7668404

VAL MASINO

Un favoloso spazio-montagna da percorrere, da vivere. Racchiusa nel cuore verde delle Alpi Retiche, la Val Masino esercita sugli appassionati un’attrazione irresistibile.

Sentieri, cascate, boschi, pascoli, ghiacci assumono in questa valle, serena e appartata, dimensioni grandiose. Qui si trovano le più affascinanti sculture naturali di granito che le Alpi possano offrire. Qui, climber di ogni parte del mondo, si contendono monoliti che sfuggono verso un cielo di cristallo, inquietanti mostri modellati dal vento e dall’erosione glaciale, severe placconate solcate da vene di quarzo. E’ un ambiente naturale assolutamente unico nel suo genere, miracolosamente intatto, quello che accoglie i visitatori fin dall’abitato di Filorera. L’alta montagna si presenta con una serie di prospettive entusiasmanti. Da che parte cominciare? Subito una proposta: salire alla stupefacente piana di Preda Rossa sovrastata dai ghiacci del Disgrazia che, liquefacendosi, si precipitano a valle assumendo una singolare colorazione fluorescente. Più accessibile si presenta la straordinaria Val di Mello adagiata, con i suoi alpeggi, tra immensi scogli di pietra. Scarpe da trekking, zaino in spalla, pronti… via! Attraversando incantevoli faggete un incontro è ineludibile, quello con l’immensa bastionata di granito che chiude, lassù, la vallata per oltre 40 chilometri. Vette leggendarie, testimoni di un’epopea alpinistica che non sembra avere fine, si svelano una dopo l’altra: l’ironico profilo della Sfinge, la magica pala del Badile, il severo Cengalo, gli aspri torrioni di Zocca, i contrafforti del Qualido.

Sulle falesie del fondovalle, già nell’antichità, salivano i mitici “Melàt” con la gerla in spalla, cercando e trovando nuove risorse alla loro stentata esistenza. Erano, alpinisticamente parlando, i progenitori dei climber che oggi colonizzano pacificamente queste montagne con il tintinnare dei moschettoni da arrampicata. I “Melàt” hanno lasciato sentieri verticali di incredibile arditezza, gradini scavati nella pietra, pioli di legno infissi nelle fessure. Vedere per credere. E dovunque hanno disseminato testimonianze di un amorevole rapporto con la montagna e la natura che permane nella gente della Val Masino.

Proverbiale è l’accoglienza in celebri rifugi come l’Omio, il Gianetti, il Bonacossa-Allievi, il Ponti, collegati dall’aereo reticolo del Sentiero Roma. Lasciatevi conquistare, lassù, brindando con la fragrante “erba iva”, distillata con le erbe raccolte nei pascoli d’alta quota. In queste capanne è il miglior suggello di escursioni con amici e tra nuovi amici. E di incomparabili vacanze “en plein air”. E’ in tale magico contesto che opera l’Associazione Kima recuperando la cultura della valle e la voglia di goderne insieme, cittadini e valligiani. D’estate, in ricordo della guida alpina, Pierangelo Marchetti, l’indimenticabile “Kima” caduto nel compiere la sua missione di soccorritore, gli amici organizzano la Festa delle Guide e la Grande Corsa sul Sentiero Roma che richiama i maggiori specialisti della maratona in alta quota. Era un grande progetto di Kima. Non è semplicemente meraviglioso che, in questa valle di sogno, quel sogno diventi realtà?

Rifugi

Rifugio Omio

Il rifugio Omio, situato in Valmasino a 2100 mt., è raggiungibile con 2 ore e 15 minuti circa di cammino dai Bagni di Masino. Costruito nel 1939 dalla Società Escursionisti Milanesi è gestito dalla guida Fiorelli Dino dal 1974. E’ il classico rifugio di montagna che mantiene inalterata la sua funzione, qui l’atmosfera è unica e riporta ai tempi dell’alpinismo dei pionieri, offrendo contemporaneamente, agli alpinisti ed escursionisti, spazi confortevoli e buona cucina, grazie alla passione del custode Dino e della sua famiglia.

E’ circondato a ovest dalla Val Ligoncio e a est dalla Valle dell’Oro; nel primo versante si trovano le cime più suggestive della valle come il Pizzo Ligoncio che con i suoi 3033 mt. di altezza offre un panorama incantevole in un anfiteatro che permette una visione a 360 gradi dal lago di Como, al gruppo del Badile, al Disgrazia fino all’Adamello; segue la Punta Sfinge nota per le sue numerose e classiche ascensioni sia per alpinisti meno esperti sia per chi vuole cimentarsi su percorsi più impegnativi.

I pizzi dell’Oro fanno da corona al rifugio; la vetta meridionale è raggiungibile attraverso un facile sentiero sulla parete sud dove annualmente alla sera del 15 di agosto viene organizzata la classica fiaccolata di ferragosto; due interessanti itinerari permettono invece la salita sul versante N.O.

Al margine estremo del p.zo dell’Oro settentrionale, la curiosa figura della punta Milano. Oltre a queste cime, Rokylandia con le sue strutture di pareti rocciose adiacenti al rifugio Omio offrono ai “climbers “ più allenati vie fino al settimo e l’ottavo grado.

Il rifugio Omio è una delle mete preferite dalle scuole di roccia, infatti sin dai primi giorni del mese di giugno, la favorevole posizione della valle consente già di affrontare le pareti libere da neve, mentre le numerose vie tracciate permettono una buona scelta di itinerari adatti alla preparazione tecnica di ogni singolo allievo. Le allegre serate al rifugio, la facilità di allacciare nuove amicizie e intraprendere nuove esperienze fanno da corollario alla buona riuscita dei corsi di Alpinismo.

Per gli amanti del trekking il rifugio Omio offre numerose possibilità di collegarsi agli altri rifugi circostanti attraverso il classico sentiero Roma e il sentiero di Paolo.
Quota 2100 mt.

Posti letto 46

Tel. 0342 640020 (estate)

Custode Dino Fiorelli

Tel./Fax 0342 612839

e-mail: RifugiOmio@yahoo.it

Rifugio Gianetti

Il Rifugio Luigi Gianetti e Attilio Piacco del CAI Milano custodisce il Pizzo Badile in un rapporto di simbiosi perfetto tanto che è avvolto dall’ombra della montagna. La struttura originaria, del 1913, fu distrutta nel 1944. Fu ricostruito nel 1949 e in seguito ampliato. Lo si raggiunge percorrendo il sentiero Risari dalla capanna Omio attraverso il passo del Barbacan in circa tre ore, oppure, salendo dai Bagni Masino lungo il sentiero, in tre ore e quarantacinque minuti.

E’ dedicato alla memoria di Luigi Gianetti il cui lascito ne ha consentito la costruzione. Dietro il rifugio fu costruito nel 1961, sulle rovine della vecchia Capanna Badile del 1887, un piccolo edificio, dedicato ad Attilio Piacco, che serve come bivacco invernale. La sua posizione, al centro dell’anfiteatro della Val Porcellizzo, permette di godere della lunga successione di cime che va dai monti della Val Merdarola alle Punte Bertani e Moraschini. Rappresenta il posto tappa ideale per le ascensioni al Pizzo Badile, alla Punta Sertori ed al Pizzo Cengalo, al Pizzo Porcellizzo, alle Punta Torelli, alla Punta S.Anna, al Pizzo Trubinasca e ai Pizzi Gemelli, meno frequentati ma altrettanto piacevoli da salire. Le vette del Badile e del Cengalo, ritenute, il secolo scorso, inaccessibili, furono salite rispettivamente da Coolidge nel 1867 e da Freshfeld e da Tucher nel 1866.

Al Rifugio Gianetti è proverbiale l’ospitalità della famiglia Fiorelli, che, da tre generazioni, lega il proprio nome al rifugio: dal capostipite Giacomo a Giulio e ora a Giacomo (Mimmo).

Per la Gianetti si transita grazie al Sentiero Roma e può essere punto di partenza di un’altra interessante esperienza come l’escursione attorno al gruppo Badile-Cengalo, che porta a superare i passi di Bondo, di Trubinasca e di Porcellizzo, passando nella vicina Svizzera, attraversando scenari indimenticabili.

RIFUGIO GIANETTI
in Val Porcellizzo
Quota 2534 mt.
Posti letto 90
Tel. 0342 645161
Custode Giacomo Fiorelli
Tel. 0342 641068

Rifugio Ponti

La Bocchetta Roma a 2890 m. è preludio del Rifugio Ponti per chi viene dal Rifugio Allievi percorrendo il Sentiero Roma. Qui, una sosta offre la visione del ghiacciaio e del profilo del Monte Disgrazia che accompagnano il cammino durante l’ultimo tratto di percorso fino al rifugio.

Il collegamento tra il rifugio Allievi-Bonacossa e Ponti rappresenta una gran galoppata di 6-8 ore e porta a ridosso della vicina Valmalenco, annunciata dai Corni Bruciati. Ad attendere l’escursionista e l’alpinista sulla soglia di “casa” c’è Ezio Cassina, il custode. Qui, in Val di Preda Rossa, il granito, piano piano, lascia il posto al serpentino della Val Malenco. Val Masino e Val Malenco: due vallate, due culture diverse legate da un denominatore comune: la montagna. Il Rifugio è una semplice costruzione in pietra, edificato nel 1928 ed intitolato a Cesare Ponti.

La costruzione sostituì quella voluta nel 1883 dal Conte Lurani, poi ricostruita nel 1890, col nome di capanna Cecilia intitolata alla moglie. La discesa dal Rifugio Ponti fino a Preda Rossa è piacevole, il tratto finale che porta a Filorera un po’ meno. Il nastro d’asfalto, reminescenza della vita moderna, dimenticato durante la traversata del Sentiero Roma riporta alla civiltà. La strada, purtroppo è interrotta da una frana che costringe ad una lunga e monotona discesa. Tre ore sono infatti necessarie per raggiungere l’abitato di Cataeggio.

L’ambiente è selvaggio ma carico d’emozioni. Gli ultimi raggi di sole sulle rosse rocce dei Corni Bruciati, la bella prateria della Piana di Predarossa, i lussureggianti boschi di larici ed abeti, il panorama della Val Masino e delle sue cime lasciano un ricordo indelebile.

RIFUGIO PONTI

Quota 2559 mt.
Posti letto 90
Tel. 0342 611455
Custode Ezio Cassina
Tel. 0342 640138

Rifugio Allievi

in Val di Zocca
Quota 2385 mt.
Posti letto 100 (nel periodo invernale 4)
Tel. 0342-614200
Custode Ugo Fiorelli

Rifugio-Bivacco Kima

L’Associazione Kima è nata in Valmasino nel 1994, in memoria della Guida Alpina Pierangelo Marchetti, “Kima” per gli amici, tragicamente scomparso l’8 luglio 1994 durante una missione di soccorso.
Grazie ad un ricco ed articolato programma di iniziative rivolte alla cultura ed al folklore della Valmasino e della montagna in generale, nel corso di questi anni di attività l’Associazione è riuscita oltre che a far conoscere sempre meglio l’ambiente e la cultura delle Alpi, anche a dare risalto a tematiche quali la prevenzione e la sicurezza in montagna con l’aiuto di guide alpine e alpinisti d fama internazionale.
Da queste premesse è nato il progetto di realizzare un bivacco in Valmasino e precisamente sul Sentiero Roma voluto con tutte le energie dai soci del Consiglio.

E’ stato per noi un segno importante in memoria di Pierangelo “Kima” e di tutti coloro che amano la montagna.
Questi territori alpini, ricchi di acqua si distinguono per la molteplicità di ambienti e di paesaggi: piani umidi, pascoli alpini, boschi di quota, cime rocciose e vette, meta ambita di numerosi alpinisti.
I sentieri che attraversano e risalgono le valli sono percorsi abitualmente da comitive di escursionisti ed appassionati e, durante le stagioni invernali e primaverili, da occasionali sciatori alpinisti.
L’intensa fruizione dell’area si affianca ad un patrimonio di strutture, rifugi e ricoveri che, pur essendo ben capaci e dislocati, non sempre riesce a contenere in modo ottimale le richieste degli escursionisti.

Inoltre, lungo il Sentiero Roma, uno dei più belli e transitati in tutto il Nord Italia, vi sono dei tratti completamente sprovvisti di punti di sosta.
Per questo si è identificata come zona idonea a tale scopo la Val Cameraccio proprio per la sua posizione strategica, essendo circa a metà tra un rifugio e l’altro e in una zona dove non esistono attualmente strutture idonee ad accogliere eventuali escursionisti in difficoltà.
In effetti dal Bivacco Manzi si devono affrontare circa sette ore di cammino prima di incontrare il rifugio Ponti, lasciando quindi scoperto un tratto del sentiero Roma ricco di vie classiche di arrampicata.
In un recente passato infatti la mancanza di ricoveri è stata causa di eventi tragici, nel tratto di Sentiero Roma che va dal Bivacco Manzi al Rifugio Ponti, sfortunati alpinisti, sorpresi da tempeste, sono morti assiderati.

La costruzione di un nuovo bivacco, così localizzato, è stata ben finalizzata anche da un punto di vista “strategico”: dei suoi servizi possono giovarsi, oltre ovviamente a tutti gli escursionisti che transitano sul Sentiero Roma, anche quelli che discendono dal Passo di Mello e dal Passo Cecilia.
La struttura è progettata in muratura di pietrame, in modo da garantire un idoneo inserimento ambientale, con gli interni rivestiti in legno, 6 posti letto (e due d’emergenza) ed è realizzata a 2700 metri sul demanio dell’Azienda Regionale delle Foreste, a circa metà della Valle Cameraccio in prossimità del Sentiero Roma (a circa 10-20 metri di distanza).

Pur essendo perfettamente consapevoli che tale struttura comporta nel corso degli anni sforzi notevoli per il suo buon mantenimento, siamo tuttavia convinti che il diritto di ciascuno di poter camminare con tranquillità e in piena sicurezza sulle nostre montagne vada sempre e comunque salvaguardato e rientri in una serie di servizi pubblici che non possono essere ignorati.
Noi, come Associazione Kima, nata proprio in nome dell’amore e della passione per la montagna e la solidarietà alpina, ci siamo presi l’onere di poter realizzare questa struttura.
Ringraziamo in modo particolare tutti i VOLONTARI e la Pro Loco Valmasino che ci hanno aiutato a costruirlo. Un grazie speciale all’Associazione Inner Wheel Club di Colico e IPERAL S.p.a. per il sostegno economico.